Paradiso Canto XVII

Paradiso 17

Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.

vv. 58-60

Nel quinto Cielo, quello di Marte, Dante rivolge a Cacciaguida, suo trisavolo, una trepida ed ansiosa domanda: quale sorte gli riserva il futuro? Già molte volte, scendendo lungo i cerchi dell’inferno o salendo per i gironi del purgatorio, ha udito oscure profezie che gli annunciavano anni di dolore e di esilio. Ora il Poeta chiede che la verità sul suo futuro gli sia rivelata con chiarezza. Risponde Cacciaguida: Dante dovrà abbandonare la città di Firenze, che si comporterà come una crudele matrigna. Il suo esilio sarà opera soprattutto delle macchinazioni di Bonifacio VIII. La colpa delle discordie che dilaniano Firenze sarà attribuita al suo partito, vinto, ma presto il castigo divino si abbatterà sui Neri e sul pontefice. Dante proverà le sofferenze, le difficoltà e le umiliazioni della povertà e di una vita randagia. Sperimenterà anche la solitudine più completa, perché abbandonerà i suoi compagni d’esilio, incapaci e infidi, così che per Dante sarà molto meglio fare parte per sé stesso. Troverà il suo primo rifugio a Verona; Bartolomeo e Cangrande della Scala diventeranno i suoi munifici protettori. Dante confessa una sua dolorosa incertezza: se egli racconterà tutto ciò che ha visto nell’Inferno e nel Purgatorio, molti gli diventeranno nemici e gli negheranno aiuto e ospitalità. Cacciaguida risponde che egli non dovrà avere alcun timore e dovrà “far manifesta” tutta la sua visione, perché i suoi versi costituiranno per tutti un nutrimento vitale. Il grido di verità di Dante sarà come un vento che colpisce più forte le più alte cime. Proprio perché gli uomini credono più facilmente agli esempi, sono state mostrate al Poeta, nell’oltretomba, le anime di personaggi famosi.

Questo Canto è stato adottato dal dr. Silvano Rosetti, a ricordo del Compagno di Scuola Roberto Bachi, deportato e morto ad Auschwitz nell’autunno del 1944.

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Risorse Disponibili

Lettura del Canto

Il Canto viene letto da Andrea Chaves.

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