Paradiso Canto XXVIII

Paradiso 28

E poi che le parole sue restaro,
non altrimenti ferro disfavilla
che bolle, come i cerchi sfavillaro.

vv. 88-90

Nel nono Cielo, il Primo Mobile, appare a Dante un punto luminosissimo (Dio), intorno al quale si muovono nove cerchi concentrici (i Cori Angelici). Il Poeta osserva che questi cerchi, dal primo (interno) al nono, aumentano in grandezza e diminuiscono in splendore. Tale fatto suscita in lui un grave dubbio: nell’ordine cosmico i Cieli, quanto più si allontanano dalla terra (centro dell’universo), tanto più appaiono vasti, mentre, nei Cerchi angelici quello più vicino a Dio è il più piccolo. Poiché dalle intelligenze angeliche dipende il moto dei cieli, come può essere spiegata questa contraddizione? Nelle sfere fisiche, chiarisce Beatrice, la grandezza è in proporzione “virtù” che viene infusa in esse dalle intelligenze angeliche, per essere poi trasmessa al mondo sottostante. Perciò il cielo più grande è quello più dotato di virtù e capace di influssi maggiormente salvifici. Occorre, dunque, che i cieli più vasti siano governati dalle intelligenze angeliche più dotate di “virtute”. Per questo al cielo più grande, il Primo Mobile, corrisponde il cerchio angelico più vicino a Dio: quello dei Serafini, il più piccolo. Poi Beatrice enumera a Dante i nove cori angelici, raccogliendoli in tre gerarchie, ciascuna delle quali costituita da tre cori: Serafini – Cherubini – Troni, Dominazioni – Virtù – Potestà, Principati – Arcangeli – Angeli. Fu Dionigi Areopagita, spiega poi Beatrice, a contemplare nella sua meditazione questi ordini angelici e a descriverli, mentre Gregorio Magno li elencò in un ordine diverso: non appena però salì al Primo Mobile, si accorse del proprio errore e rise di sé stesso. Dante però non deve stupirsi se Dionigi, un mortale, poté afferrare la verità su una così alta materia, in quanto egli si rifece a quanto detto da san Paolo che aveva visto queste ed altre cose durante la sua ascesa al terzo Cielo.

Questo Canto è stato adottato da Giuseppe Ranieri e Sparagi Iria

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