Inferno Canto I

Dante nella selva oscura

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

vv. 1-3

A metà della sua vita (35 anni), Dante si ritrova in una foresta intricata e buia, smarrendo la giusta strada. Il poeta la descrive come un posto che al solo pensiero genera paura. Dopo aver camminato a lungo, giunge ai piedi di un colle dove vede i raggi del sole sulla cima e si rincuora. Dopo essersi riposato per la stanchezza del cammino, incontra, salendo sul colle, una lonza, un leone ed una lupa che gli impediscono di andare avanti. Dante pensa di tornare indietro nella selva, ma, essendo l’alba, per la dolcezza e l’ora del giorno non lo fa. Gli animali però gli fanno perdere la speranza di arrivare in cima al colle, allora indietreggia fino alla selva. Proprio in quel momento gli appare una figura poco chiara. Dante, pieno di paura, urla a questa figura (uomo o defunto che sia), di avere pietà di lui e non fargli del male. La figura gli dice di essere un’anima. Il personaggio si presenta a Dante dicendo di essere nato sotto Cesare e di aver vissuto sotto il regno di Augusto. Inoltre aggiunse di essere stato un poeta. È Virgilio, al quale Dante chiede aiuto per sfuggire alle bestie davanti a lui. Virgilio consiglia a Dante di prendere un’altra via e gli dice che gli farà da guida attraverso Inferno. Ma gli rivela che quello che vedrà sarà poco piacevole. Se, dopo l’Inferno e il Purgatorio, Dante vorrà salire in Paradiso, Virgilio lo affiderà ad un’anima più degna di lui in quanto a lui non è possibile salire. Virgilio parte, e Dante lo segue.

Zona dantesca

Il percorso “Camminare Ravenna con la Divina Commedia” inizia dalla Zona Dantesca della Città, un luogo di silenzio, raccoglimento e rispetto dedicato alla sacralità dell’ultimo rifugio del Poeta. È questo il luogo migliore, consacrato da secoli alla memoria del Poeta (dove vi è pure la sede del Museo Dante) in cui disporsi ad iniziare il viaggio che, passo dopo passo, porta a conoscere la Città che lo accolse nei suoi ultimi anni, rispettosa, ammirata e ancor oggi devota alla sua Persona, alle sue riflessioni, alla sublimazione etica che la sua opera esprime. Buon viaggio.

Museo Dante

Questo Canto è stato adottato da Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna

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Risorse Disponibili

Lettura del Canto

Il Canto viene letto da Andrea Chaves

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