Paradiso Canto XXII

Paradiso 22

Qui è Maccario, qui è Romoaldo,
qui son li frati miei che dentro ai chiostri
fermar li piedi e tennero il cor saldo».

vv. 49-51

Beatrice spiega a Dante che il grido innalzato dalle anime del Cielo di Saturno, il settimo, dopo l’invettiva di San Pier Damiano, era una preghiera per invocare la punizione divina sulla corruzione della Chiesa e lo invita a rivolgere di nuovo la sua attenzione ai beati della settima sfera. Uno di essi, San Benedetto da Norcia, il fondatore del monachesimo occidentale nel VI secolo, dopo aver ricordato la famosa abbazia di Montecassino da lui fondata, indica a Dante le anime di due monaci, Macario e Romualdo. Allorché il Poeta chiede a San Benedetto di poterlo vedere nella sua figura umana, che ora è velata dalla luce che la circonda, il beato risponde che ciò sarà possibile solo nell’Empireo, dove tutti i desideri potranno essere appagati. San Benedetto inizia poi una fiera invettiva contro la corruzione dei suoi seguaci, che hanno abbandonato la pratica della regola benedettina. Dopo che i beati del cielo di Saturno sono ascesi, in un vortice di luce, all’Empireo, Beatrice spinge Dante a salire la scala sulla quale erano apparse le anime contemplanti. I due pellegrini entrano così nell’ottavo Cielo, quello delle stelle fisse, e si fermano nella costellazione dei Gemelli, sotto il cui influsso Dante è nato. Invocata la protezione di queste gloriose stelle per il difficile compito che lo attende (rappresentare la visione finale del paradiso), Dante, per esortazione di Beatrice, volge lo sguardo verso il basso, allo scopo di misurare il cammino fin qui compiuto. Gli appaiono così sette pianeti e, in fondo, poco più grande d’ un punto, la Terra. Quindi torna a fissare lo sguardo di Beatrice.

San Romualdo

La chiesa di san Romualdo fu costruita per i monaci provenienti dall’abbazia di sant’Apollinare in Classe tra il 1629 e il 1637. Negli anni Trenta del Novecento fu adibita a Sacrario dei Caduti in guerra e, nel 2004, anche a sede del Museo del Risorgimento. Romualdo era un ravennate nobile, discendente dagli Onesti e dai Traversari. Fu promotore della Congregazione camaldolese, diramazione riformata dell’Ordine benedettino. Noto per il rigore della sua fede e della sua vita, costruì diversi Monasteri ed Eremi, tra cui quello del Pereo a nord di Ravenna, nelle vicinanze di Sant’Alberto, e di Camaldoli sulle montagne Casentinesi.

San Romualdo

Questo Canto è stato adottato da Se.t.am di Valmorra F. & C.

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