Paradiso Canto XXXII

Paradiso 32

Riguarda omai ne la faccia che a Cristo
più si somiglia, ché la sua chiarezza
sola ti può disporre a veder Cristo».

vv. 85-87

San Bernardo, che ha sostituito Beatrice come guida di Dante nell’Empireo, spiega l’ordinamento della candida rosa e la disposizione dei beati. Il seggio più alto è occupato dalla Vergine, ai cui piedi si trova Eva. Nel terzo scanno siede Rachele con Beatrice. Seguono Sara, Rebecca, Giuditta, Rut e, fino al gradino più basso, altre donne del Vecchio Testamento. Esse costituiscono una fila che taglia verticalmente l’anfiteatro celeste. A sinistra, dove tutti i seggi sono ormai occupati, si trovano i credenti in Cristo venturo, a destra, dove appaiono ancora dei posti vuoti, si trovano i credenti in Cristo venuto. In alto siede San Giovanni Battista. Sotto di lui appaiono San Francesco, San Benedetto, Sant’Agostino, teologi e fondatori di ordini religiosi. Le due parti dell’Empireo saranno occupate da uno stesso numero di beati, perché agli eletti del Vecchio e del Nuovo Testamento è stato riservato un uguale numero di seggi. La candida rosa appare divisa anche orizzontalmente: mentre nella zona superiore appaiono le anime che si sono salvate per merito proprio, in quella inferiore si trovano le anime dei bambini che morirono prima di giungere all’età della ragione. Essi, nei primi secoli dell’umanità, da Adamo ad Abramo, ricevettero la salvezza grazie alla fede dei loro genitori; da Abramo a Gesù grazie al rito della circoncisione e, dopo l’avvento di Cristo, divenne necessario il battesimo, senza il quale i bambini morti precocemente sono relegati al Limbo. San Bernardo invita Dante a guardare la Vergine, che appare circondata dagli angeli, mentre l’arcangelo Gabriele ripete, cantando, le parole dell’annunciazione: “Ave Maria, gratia plena“. Il Santo riprende poi a presentare i beati dell’Empireo indicando al suo discepolo gli eletti che occupano i seggi più vicini a quello di Maria. Infine afferma che, prima di volgere lo sguardo verso Dio, è necessario invocare l’aiuto della Vergine.

Santa Maria Maggiore

Nel canto XXXII del Paradiso San Bernardo indica a Dante il Volto di Maria, evidenziandone la somiglianza a quello del Figlio. È l’inizio della parte della Commedia che onora la Madre di Cristo e che culminerà con la celebre Orazione alla Madonna dell’inizio del Canto XXXIII. Dante, come suggestione e ispirazione, in Ravenna aveva tre splendide raffigurazioni della Vergine: il bassorilievo di Santa Maria in Porto (La Madonna Greca, una delle immagini mariane patrone della Città), La Madonna a mosaico che era nell’abside della Basilica Ursiana, oggi Cattedrale della Città (che si trova nel Museo Diocesano, una splendida Madonna Orante) e la grande immagine della Madonna, ora scomparsa, che era nell’abside di Santa Maria Maggiore, che da antiche descrizioni aveva un’iconografia simile a quella che si trova nel mosaico della navata sinistra di Sant’Apollinare Nuovo, verso l’altare, mirabile nel ricordo antico. Questa immagine è scomparsa, ma in questa Chiesa si pratica oggi la devozione alla Madonna dei tumori.

Santa Maria Maggiore

Questo Canto è stato adottato da Avv. Daniela Zattoni

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