Inferno Canto XXVIII

Inferno 28

Rimembriti di Pier da Medicina,
se mai torni a veder lo dolce piano
che da Vercelli a Marcabò dichina.

vv. 73-75

Siamo nella nona Bolgia dell’ottavo Cerchio, quella dei seminatori di discordia. L’attenzione di Dante è attirata da un dannato squarciato dal mento al bacino, con le interiora che pendono di fuori: si tratta di Maometto, fondatore dell’Islam, che gli indica il genero Alì e predice il destino di Fra Dolcino e dei suoi seguaci. Dante viene interpellato da un dannato che parla attraverso un foro della gola insanguinata. È Pier da Medicina, che affida al poeta un messaggio per Guido del Cassero e Angiolello da Carignano, circa il fatto che saranno gettati fuori da una nave e uccisi presso Cattolica, per il tradimento di un malvagio tiranno (Malatestino da Rimini). Pier da Medicina mostra poi a Dante il destino di Curione, cattivo consigliere di Cesare: la lingua, di cui ha fatto cattivo uso, gli è stata amputata. Agitando i moncherini si segnala Mosca de’ Lamberti, che maledice il proprio operato ai danni della pace di Toscana. Quindi avanza da macabra figura del poeta provenzale Bertran de Born, che regge per i capelli la propria testa. Egli confessa le sue gravi colpe: l’aver istigato la rivolta di Enrico III d’Inghilterra contro il padre e spiega il contrappasso della pena.

Questo Canto è stato adottato da Brasini Maurizio

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Lettura del Canto

Il Canto viene letto da Andrea Chaves

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