Inferno Canto XXXII

Inferno 32

Allor lo presi per la cuticagna
e dissi: «El converrà che tu ti nomi,
o che capel qui sù non ti rimagna».

vv. 97-99

Nella prima Zona del nono Cerchio (la Caina) si trovano i traditori dei congiunti, imprigionati nel ghiaccio fino al collo. Due di essi sono talmente vicini che i loro capelli si confondono: sono i fratelli Napoleone ed Alessandro degli Alberti, che si uccisero l’un l’altro. Un altro dannato, cui il freddo ha fatto cadere le orecchie, nomina altri compagni di pena: il cavaliere ucciso dalla lancia di re Artù (Mordrec), Vanni de’ Cancellieri detto Focaccia, Sassolo Mascheroni. Il dannato è Camicione de’ Pazzi, che attende l’arrivo del congiunto Carlino nella seconda Zona, l’ Antenòra e la cui colpa, più grave, farà apparire minore la sua. Muovendosi poi nella seconda Zona, l’Antenora, nella quale sono puniti i traditori della patria, Dante urta col piede una delle teste che emergono dal ghiaccio. Il dannato chiede il motivo di tanta crudeltà. Dante chiede al peccatore di rivelargli il suo nome e gli promette, in cambio, fama tra i vivi. Ma questo è proprio quello che il traditore non vuole, e rifiuta di farlo. Dante allora lo afferra per i capelli, gliene strappa diverse ciocche, ma il dannato si ostina nel suo silenzio. È un compagno di pena che appaga il desiderio del Poeta: il traditore è Bocca degli Abati, che a Montaperti recise con un colpo di spada la mano del portainsegna della cavalleria fiorentina. Allora lo stesso Bocca lo invita a portare nel mondo il nome di altri traditori lì presenti: Buoso da Duera, Tesauro dei Beccheria, Gianni de’ Soldanieri, Gano di Maganza, Tebaldello Zambrasi. Allontanatisi, i poeti scorgono due dannati in una medesima buca, con la testa di uno che sovrasta quella dell’altro, rodendone il cranio. Dante chiede a colui che rode di svelare la causa di tanto accanimento, promettendo che, tornato nel mondo dei vivi, rivelerà il crimine resosi a tal punto meritevole di punizione.

Questo Canto è stato adottato da Boulangerie di Nonna Iride

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Lettura del Canto

Il Canto viene letto da Andrea Chaves

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